Articoli

19.

Il venerdì mi regala un viaggio. Un ritorno più che altro, non a casa, ma quasi. Un passaggio lungo quanto un fine settimana a Bologna a festeggiare con anticipo il Natale, ma come diceva Renato Pozzetto nella pubblicità del Pandoro Melegatti: Il Natale quando arriva arriva…

Sono molto felice che sia finalmente dicembre, sopratutto perché poi c’è gennaio e possiamo archiviare la parentesi del 2018 e iniziare un foglio immacolato scrivendo una storia che al momento si prospetta molto avvincente.

A proposito di storie, l’altra sera che non c’era verso di prendere sonno, stavo parlando da sola, come la protagonista di Settembre può aspettare. Complice anche la biografia che sto leggendo, stavo facendo la mia.
Sono nata il … a…. e poi mi sono trasferita a… buffo perché pensavo come se stessi leggendo la mia storia, dosando le parole, facendo attenzione ai doppioni e devo dire che il risultato era assolutamente soddisfacente.

Mi sono accorta contestualmente di essere troppo giovane, per poter scrivere un biografia a meno di non imbastire il libro Storie di una che ha vissuto ancora poco. Ma così di primo acchito non mi sembra un best seller.
Comunque mi sono svegliata la mattina con la sensazione di aver fatto un viaggio lunghissimo e di essermi addormentata sulla mia esperienza alla maratona di New York perché ero già spossata ancora prima di iniziare la giornata.

Ad ogni modo vi assicuro, che se volete iniziare bene questo dicembre che ci apre le porte, non potete perdervi per niente al mondo il mio post di domani, non vi anticipo niente, ma voi passate di qui.

18.

Diciotto è il numero della maturità.
Quando ero piccola e pensavo sempre al 2000, mi sembrava un limite lontano e di cambiamento totale, il momento in cui avremmo vissuto come Ritorno al futuro, fluttuanti nell’aria sui nostri skateboard con case domotiche e macchine aree.
Nello specifico pensavo che avrei avuto un cane che avrei chiamato Snoopy dotato di parola, che avrei vissuto in grattacielo con giardino sul tetto e che per andare in palestra avrei utilizzato il teletrasporto. Possibilmente avrei imparato le tabelline per osmosi da quel secchione di mio fratello.

Ovviamente

non ho mai avuto un cane, né vissuto in una casa con giardino, in palestra ci sono andata a piedi macinando km quotidiani da scuola o da casa e le tabelline mi è toccato impararle a suon di imprecazioni. Che mi risulti la macchina dei miei genitori è sempre stata ben ancorata al suolo ad eccezione di una volta in cui, tamponati, finimmo a bordo strada ma non credo si possa definire fluttuare…

La verità è che non mi sembra che la vita sia cambiata granché rispetto alla fine degli anni ’80 e non mi sembra di essere stata testimone di un qualche cambiamento epocale, come lo era stata mia nonna per esempio: due guerre mondiali, la fame, il boom economico, dall’andare a lavare i panni con la gerla al fiume alla lavatrice, il telefono, il riscaldamento a gas!

Una volta

con mia madre avevamo elucubrato una teoria, veramente io ero andata dietro alla sua, secondo la quale in realtà avremmo già vissuto questa stessa epoca in cui ci troviamo adesso nel passato. Semplicemente ad un certo punto era successo qualcosa che aveva cancellato tutto e la vita era ripartita da zero un’altra volta.
Mio papà faceva una polenta concia da urlo, può essere che quella che volta avessimo mangiato pesante e il burro ci avesse dato alla testa. Ma ora che ci penso, Ritorno al Futuro in questo’ ottica è un titolo estremamente azzeccato!

Ad ogni modo avevo detto 18 anni, maturità… era partito tutto da lì. L’avevo detto che mi piace divagare?

17.

Mercoledì di solito pubblico una recensione, quindi avrete notato che questa mattina è comparsa la mia nota su libro I Classici riveduti e corretti se avete tempo e voglia di leggerlo, è davvero divertente e adatto dai 15 anni in sù.

Per non farmi mancare niente ho iniziato un libro nuovo. Nuovo in tutti i sensi, perché è uscito il 13 novembre, quindi è una novità anche sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo e perché è un biografia, la prima che leggo in vita mia. Ci vorrà qualche giorno perché è un tomo di oltre 500 pagine, ma al momento promette benissimo.

Da qui alla fine dell’anno vorrei leggere ancora una decina di libri tra cui sicuramente L’amica geniale di Elena Ferrante, di cui sento solo commenti positivi e il nuovo di Marco Malvaldi La misura dell’uomo.

Uno dei miei più grandi problemi è l’orientamento. Lo è sempre stato, sono la classica persona abituata a fare una strada e quando esce dalla metropolitana dalla porta sbagliata imbocca 90 su 100 la strada opposta a quella corretta. Con i libri mi succede lo stesso.

E’ molto difficile orientarsi nell’Universo degli scaffali, ci sono i nomi altisonanti o quelli che ho imparato a conoscere e a stimare a cui mi rivolgo ogni volta che sono indecisa su che libro acquistare e quelli che non ho mai sentito, però chissà forse vale la pena dargli una possibilità… molte di queste opzioni venivano eliminate dal fattore copertina e consistenza del libro, ma ora che leggo praticamente tutto in digitale è solo un ammasso di parole e immagini in bianco e nero che si riflettono su uno schermo retroilluminato. Il che rende tutto ancora più complicato.

Molto fa il passa-parola quindi se avete dei suggerimenti fatevi avanti!

 

[amazon_link asins=’8866320323,8809864484′ template=’ProductCarousel’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’c5dfed3a-f2fb-11e8-87a5-4f96b664de6a’]

16.

La sonda della Nasa Insight è atterrata su Marte e ci ha mandato un selfie. Quella che a prima vista sembra una superficie ricoperta di formiche a quanto pare è la prima immagine del pianeta vista da vicino, anzi vicinissimo.

Il più è fatto, da qui inizierà un’indagine approfondita del sottosuolo extra terreste per verificare se c’è calore e a che temperatura è l’acqua scoperta nel polo sud marziano a luglio di quest’anno.

Spesso mi chiedo se queste indagini fuori dalla Terra siano fatte per puro istinto di scoperta, lo stesso che ha guidato Colombo, Magellano, Marco Polo, per garantirci un futuro migliore oppure perché siamo già spacciati e quindi per cercare un’alternativa valida ai pochi che sopravviveranno con Morandi in fila alla carovana a cantare “Uno su mille ce la fa”.

La letteratura è piena di scritti più o meno apocalittici sul nostro destino, di solito facciamo una brutta fine. Eppure il Piccolo Principe per esempio tra tutti i pianeti ha deciso di venire proprio qui; poi certo è finito nel deserto, ha conosciuto un sopravvissuto e si è fatto mordere da un serpente pur di tornare da dove era venuto, però ci aveva scovato.

Cosa farà la sonda su Marte quando incontrerà un alieno? E gli alieni penseranno che noi siamo fatti come una sonda spaziale?
Spero che gli E.T. abbiano uno spirito di accoglienza migliore del nostro e che almeno su Marte non sia ancora arrivato lo slogan “prima i marziani”.
Sarebbe bello che Insight tornasse dicendo che anche a casa nostra un mondo migliore è possibile.

15.

Ed è di nuovo lunedì.  Forse anche peggio del solito perché siccome ieri era il 25 novembre, è ufficialmente iniziato il count down al Natale.
Evidentemente sentiamo la necessità di nominare le ricorrenze con grande frequenza per paura di dimenticarcene, perché in soli tre giorni siamo passati da:

  • Thanksgiving
  • Black Friday
  • Cyber Monday

I money sono sempre gli stessi però abbiamo l’impressione di aver afferrato al volo una grande opportunity.

Per fortuna che il 13 è Santa Lucia, che ci ridà un po’ di orientamento linguistico.

Non credo sia un caso, in mezzo a tutto questo bailame di offerte, che oggi il mondo della letteratura ricordi Lewis Carroll, sembra infatti che il 26 novembre Carroll abbia inviato per la prima volta il manoscritto Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie ad Alice Liddell, una sua amica a cui è dedicato il suo lavoro più famoso.

Se non l’avete mai letto vi consiglio di farlo nelle Christmas Hollydays.

 

[amazon_link asins=’8817051950′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’ad6c9874-f16b-11e8-a097-c91334632515′]

13.

Oggi mi “tocca” una cosa meravigliosa: il parrucchiere. Devo dire che non amo particolarmente stare ore seduta a fissarmi nello specchio con dell’alluminio tra i capelli nell’attesa che la mia testa si illumini ma, amo andarci per un unico motivo, la poltrona massaggiante combinata allo shampoo.
5 minuti di relax totale che il più delle volte mi fanno sprofondare in uno stato di incoscienza.

Non so voi, ma dal dentista non mi è mai capitata una cosa del genere, per questo pur rilasciando una quota considerevole, ma necessaria, a Tony&Guy i soldi fluiscono come un balsamo dal mio stipendio a quello, meritatissimo, di Marta.

Non ho nessun libro da suggerire oggi, non perché non ne siano stati scritti circa 18 milioni sull’argomento ma perché è sabato e io il sabato leggevo, il passato e d’obbligo, Vanity Fair.
Proprio la copia cartacea che il postino lascia sullo zerbino… ah bei tempi!

Quindi ho scovato online un articolo che parla di come farsi bella secondo le fasi lunari che mi sembra perfetto per sta mattina.
Stando al pezzo, oggi decisamente non sarebbe il giorno giusto per tagliarsi i capelli perché siamo nella fase calante, ma a quanto pare a fronte di una lentezza maggiore, il bulbo cresce più folto e forte, ergo mi taglio i capelli.

Voi che fate?

Queste domande che vi pongo alla fine dei post, sono dei suggerimenti che gli esperti chiamano “call to action”, pare infatti che invitare i propri follower a partecipare alla discussione crei un maggior afflusso di traffico.

Quindi siate buoni, facciamo guadagnare il pane agli esperti, rispondete ogni tanto.

 

 

 

12.

Aguzzate la vista, affinate il tatto, mettete mano alla carta di credito, vostra o di qualcun’altro, e date libero sfogo alla fantasia dello shopping nel giorno più conveniente dell’anno, è arrivato il Black Friday!
Se dovessi assecondare la voglia mi piacerebbe comprare un vestito e dei libri, ma non capisco come mai le cose che piacciono a me sono sempre a prezzo pieno: non rientrano nella promozione, per avere lo sconto di 20 € ne devi spendere 200, mi dispiace signorina è la nuova collezione, oppure la selezione di capi in sconto risale a quando mia nonna andava in collegio.

Per i libri Amazon mi propone una selezione di volumi per avere un buono da 7 € a fronte di una spesa di 20 €. Ma i libri sono Totti il mio Capitano,Divertiti con Luí e Sofí, Fuoco e sangue e una serie infinita di horror… direi che neanche sul fronte della cultura ho fortuna. Forse dovrei spulciare meglio.

Perché poi è tutto lì, nell’arte di investigare, di scovare le offerte giuste di guardare i cataloghi da pagina 1 a pagina ottimilasettecentosettordici e trovare quello che ti interessa in un angolo in basso, senza foto a pagina millesettantottolo.

C’è gente assetata di promozioni che passa giornate intere a spulciare magazine da cui ritagliare cupon, hanno tutta la mia stima e anche un po’ d’invidia. Principalmente perché stanno tutto il giorno a sfogliare magazine.

Io ovviamente che ho il fiuto avariato ho acquistato un libro che chiaramente non era in nessuna selezione e non concede nessuno sconto, ve lo anticipo solo perché ne troverete la recensione tra qualche giorno: I classici riveduti e scorretti edizione Longanesi, cito la premessa da Il Libraio

questo bignami letterario racconta 50 tra i più bei libri di ogni
tempo e si diverte a contaminare classico e pop, classico e moderno. Una
lettura utilissima per quegli studenti che rischiano di morire di sonno ogni volta
che aprono un Classico, ma anche un divertissementimperdibile per gli adulti,
gli insegnanti, il regalo perfetto per tutti gli appassionati di letteratura.

Insomma non potevo farmelo scappare. C’è anche un altro motivo per cui ho individuato tra tanti proprio questo ma non voglio gustarvi la sorpresa!

E voi cosa comprerete oggi?

[amazon_link asins=’8830451126′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’1a71b2e7-ee60-11e8-a094-5352f42d2296′]

 

11.

Non mi sono mai piaciuti i numeri dispari, ma non so come mai ho imparato ad amarli. Molte delle cose importanti della vita mi sono capitate l’11: sono nata, ho preso la patente, mi sono laureata, abbiamo deciso di sposarci il 10 ma erano le 11:00, vale lo stesso.

Questo è l’undicesimo post del mese di novembre e per altro è anche il 22 cioè 11+11. Forse oggi vinco alla lotteria? Trovo casa?

Momento tristezza

Mi viene in mente a questo proposito la solitudine dei numeri primi, un libro di Paolo Giordano che racconta la storia di due ragazzi Alice e Mattia le cui vite sono tristemente segnate da vicende accadute sin dall’infanzia, due entità distinte che si attirano, si cercano,  ma non riescono a trovare un equilibrio per congiungersi.

E’ un libro che ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello, però se siete in piedi sulla ringhiera del balcone indecisi sul da farsi io leggerei Snoopy.

Fine del momento tristezza

 

Non vogliamo assolutamente sorvolare sul fatto che oggi è il Tacchio Day, ovvero il Thanksgiving, che si festeggia ogni anno il 4° giovedì di novembre in segno di gratitudine verso Dio per il raccolto che concesse ai quei primi Padri Pellegrini sbarcati in America nel 1621.
Nel resto del mondo forse avrebbero portato una ghirlanda di fiori, ma gli americani che devono strafare in tutto hanno deciso di sgozzare interi bastimenti di tacchini e riempirli di ogni genere alimentare.

La mia riluttanza nei confronti dei volatili è altissima, mi fa impressione prendere le cosce di pollo dalla vaschetta di polistirolo e posarle sulla placca del forno, tanto per capirci, per cui mai nella vita mi sognerei di mettere le mani nel sedere spiumato di un tacchino, però devo dire che avere una festa solenne per dire grazie è una gran bella invenzione.

ThanksgivingDa bambini è il jingle più sentito: “come si dice?”, “come si risponde?” Poi diventiamo grandi e ci dimentichiamo l’ABC una moltitudine incalcolabile di volte, è bello sapere che il calendario ogni tanto ti bacchetta.

Allora buona festa del ringraziamento a tutti!

 

 

 

[amazon_link asins=’B005SZ546C’ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’cd6133bc-edab-11e8-8624-d136d9620b03′]

 

 

10.

Avete notato 3 grandi novità?

  1. l’introduzione della cactus-valutazione (da non confondere con la valutazione del cactus). Si ringrazia Marta per la dritta. Da oggi ogni recensione avrà una valutazione da 0 a 5 che attesta il mio indice di gradimento del libro. Così prima di leggerlo avete un parziale pre-giudizio.
  2. Avevo anticipato una recensione, uscita fresca fresca stamattina nella sezione il tempo di una pausa, un brevissimo e piacevole racconto di Marco Malvaldi: Aria di Montagna. Ha guadagnato subito 5 su 5 cactus nella mia scala di valori.
  3. Ho aperto il profilo Instagram di 6recensito, anche in questo caso si ringraziano Marta e Irene per avermi dato lo stesso consiglio nella medesima giornata. Era un segno che andava fatto. Al momento è vuoto ma sto elaborando dei piani al riguardo…

Mi faccio pat-pat da sola sulla spalla, e siamo solo a mercoledì! D’altronde lo diceva già Archimede ai suoi tempi: “Datemi una leva e solleverò il mondo”. La leva ve la lascio ma se volete darmi dei soldi vediamo cosa si può fare…

 

[amazon_link asins=’B011CTXSGK’ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=”]

9.

20 novembre 1820, era lunedì un cetaceo attaccava la baleniera Essex a 4.000 km dalla costa orientale del Sud America. Da questa vicenda prende spunto uno dei libri più conosciuti della letteratura mondiale: Moby Dick.

E’ un libro che, Melville non me ne voglia, non sono mai riuscita a finire con mio grandissimo rammarico. L’ho iniziato almeno 3 volte, e niente intorno a pagina 100, poco meno, colavano a picco tutti i miei tentativi di proseguire.
Capisco che lo spirito descrittivo è importante per far immedesimare il lettore, ma Santo Cielo c’è un limite a tutto! Possibile che al capito 5 siamo ancora nella stessa locanda del capitolo 2 e semplicemente dal piano terra ci siamo spostati nella stanza?
La mia incomprensione di un capolavoro letterario non sminuisce neanche un po’ il suo valore che è universalmente riconosciuto.
Ci riproverò: sarò determinata come Achab, e ne darò memoria com Ismaele. Ma prometto brevità e pochi significativi dettagli.

Forse vi interesserà sapere, forse no, che il 20 novembre del 2007 i Savoia hanno chiesto, tramite una lettera ufficiale al Presidente della Repubblica, un risarcimento di 260 milioni di euro per l’esilio. Non ci è dato di sapere se Napolitano abbia risposto; d’altronde per pagare e morire c’è sempre tempo.

 

[amazon_link asins=’881708090X’ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’18e6d1fd-ec02-11e8-918a-49d065c7bf22′]

8.

Facciamoci coraggio. Per quanto possa sembrare difficile questa giornata, verrà martedì.

A volte aiuta vedere le cose in prospettiva, aveva già capito tutto Margaret Mitchel scrivendo Via col Vento, quando fa esclamare a Rossella O’Hara con cipiglio compito davanti all’orizzonte: Domani è un altro giorno!

A lei, scrittrice di questo unico romanzo, è valso il Premio Pulitzer, il riconoscimento eterno nella galassia delle frasi celebri e la possibilità di vivere di rendita per i diritti d’autore nei secoli, dei secoli amen; a noi la ben più soddisfacente considerazione che qualunque cosa succeda, verrà domani. Dici poco?

Astenersi catastrofisti e apocalittici, si parla in termini generali.

Come avevo detto in qualche post fa, oggi è la giornata internazionale della carta igienica.
C’è sempre un motivo anche piccolo per gioire nella quotidianità. Pensate a quei brevi momenti di pausa che vi ritagliate in ufficio, magari dopo il caffè o al mattino, dopo la colazione, seduti sul trono del bagno.

Quanto potrebbe essere peggiore la vostra giornata se invece della carta igienica doveste ricorrere a delle foglie di banano? O peggio a niente? Con quanta sofferenza direste domani è un altro giorno?

Però consolatevi, potreste sentirvi ancora una volta più vicini a Vivien Leigh quando vinse l’Oscar come Miglior attrice protagonista!

[amazon_link asins=’8804670282′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’5d5db5cd-ebcf-11e8-a340-8752cb817061′]

7.

Così siamo arrivati al post n°7, finisce una colonna e ne inizia un’altra nella home page. E’ quello che fa la domenica, tutte le settimane.

Un’altra cosa fa l’ultimo giorno della settimana: bilanci. Sono qui seduta sul divano con il mio caffè in mano e mi guardo attorno, tutto tace. Penso alla settimana passata a quante poche cose ho concluso ma anche a piccole soddisfazioni, l’apertura di questo spazio, la vellutata di ceci.

Neanche a farlo apposta appoggiato proprio davanti a me ho una rivista, di quelle gratuite che trovi nelle agenzie immobiliari di lusso. In copertina c’è un signore di bell’aspetto attempato in completo blu che ha nella mano destra un gigantesco mazzo di fiori e in quella sinistra un hot dog. il titolo in fluorescente cita !Llévame contigo! Lugar que ver antes de morir.. ovvero Portami con te! Luoghi da visitare prima di morire.

Ovviamente il signore attempato 007 del barrio può rimanere a casa a cucinare hot dog però il massaggio è invitante, è domenica è tempo di bilanci. Quante cose da fare, da vedere e quanto tempo perso appresso a cose che fanno stare male?

Vi ricordate Fuga sul Monte Kenia la fuga e ritorno di Benuzzi e due compagni di cella dal campo di detenzione per raggiungere la vetta del Monte Kenia? Ecco vorrei avere quello spirito lì ogni tanto, la sete di avventura per lasciare il quotidiano e andare verso l’alto.

E’ domenica, tempo di bilanci. Che nostalgia di montagne.

[amazon_link asins=’8863803463′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’6c7ae781-eb13-11e8-8c7e-fd1d3ec2465b’]

6.

Sabato, è sabato, sabato! Avrei voglia di iniziare un nuovo libro e sono molto indecisa al riguardo. Ho più possibilità: Marco Malvaldi, Baricco, Anne Tyler… ultimamente mi faccio consigliare da un sito che trovo molto ben fatto Il Libraio  oltre alle sezione dedicata ai libri ha una rivista con tutte le proposte. Ho letto e recensito Settembre può aspettare e il consiglio è stato assolutamente ripagato.

Avrei anche voglia di cucinare un dolce, una torta da mangiare a merenda, ma non ho ingredienti e questo mi ricorda che devono andare a fare la spesa e se non voglio essere inglobata da una massa informe di gente che fa provviste per la carestia è anche ora che mi dia una mossa…

C’è un cane, nel balcone del condomino davanti al mio che mi sta guardando con una faccia a punto interrogativo, adesso si è seduto, per osservarmi meglio. Secondo me si sta chiedendo se mi alzerò da questo stadio di letargo da sabato. Più tardi gli darò soddisfazione, devo uscire per forza.
Deve averlo capito perché è tornato in casa con la coda dritta, evidentemente non sono più molto interessante.

Intanto sulla breve distanza ho preso una decisione per il libro da leggere da mettere nella sezione Il tempo di una pausa, datemi qualche giorno e lo potrete leggere.

Voi che fate?

[amazon_link asins=’B07D2HZHX4′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’907d8095-eb13-11e8-a9db-431fc1de0183′]

 

 

5.

Dio benedica il venerdì! Mi sento meglio solo al pensiero che domani non sia un giorno lavorativo, o almeno non da computer, telefono incollato all’orecchio, ansia crescente.
Conosco davvero poca gente che ama il suo lavoro, ad eccezione di mia madre, una mosca bianca d’altri tempi posizionata stabilmente sulla sua scrivania, sempre la stessa, da 41 anni!
A me solo l’idea mette i brividi.

Per fortuna il venerdì aiuta a reinstaurare un equilibrio e gettare luce sul futuro prossimo con la prospettiva di due giorni di stacco per ricaricare le batterie per la settimana a venire.

Il momento più bello del weekend è il sabato mattina: svegliarsi con calma, fare colazione osservando il tempo di ustione/non ustione del caffè. La parola d’orine è Slow!
Prima chiaramente di buttarsi nella mischia di: spesa, coda al banco del pesce, coda al banco della carne, coda per pesare la verdura, coda alla cassa, no, signora c’ero prima io, si rompe la busta, arrivo a casa, ho dimenticato l’acqua, torna al supermercato, coda alla cassa, no signora, le dico che c’ero prima io, posso passare ho solo l’acqua? Quanto pesano le bottiglie, coda in ascensore, stramazzo sul divano, sono già le 2, ma non dovevamo pranzare?

Ecco Slow!

Poi è domenica è già mi viene l’ansia che il giorno dopo è lunedì e il vortice riprende implacabile fino al venerdì successivo. Vi risparmio i miei giorni festivi lavorativi perché oltre alla coda ad ogni banco del supermercato sarebbe infarcito da telefonate di gente che si lamenta perché il figlio non ha potuto fare la foto con il Mio Mini Pony, e no, non lavoro in un maneggio di animali fantastici.

Mi viene in mente un frase di Siddartha che ho ripescato dal sito delle frasi celebri:

La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri pochi sono, come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.

Personalmente il 99% del mio tempo mi sento una foglia portata dal vento, saltuariamente per quel 1% mi sento di fare la cosa giusta. Forse è sufficiente, chi lo sa. Guardo sempre con molta diffidenza gli articoli di quei soggetti che si dicono felici, dopo aver lasciato il lavoro che li opprimeva ed essersi trasferiti nei boschi a fare marmellate con le bacche. Saranno davvero felici?

Non ho esperienze dirette, ma davvero mi piacerebbe chiedere a qualcuno che ha staccato con il passato se si è pentito, se ne vale la pena? E soprattutto a un certo punto qualcuno ti fornisce un paracadute?

Come dicevo, Dio benedica il venerdì soprattutto perché domani è sabato…

 

 

[amazon_link asins=’884590184X’ template=’ProductLink’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’28e0976b-e990-11e8-903d-1d1998ec9b9d’]

4.

Stamattina ho imparato una cosa che non sapevo. Succede spesso.
Stavo cercando su SOS WP, il mio sito di riferimento per ogni dubbio blogghistico, le dinamiche per creare un calendario editoriale.

Leggendo l’articolo ho scoperto che esiste un sito che si chiama Awareness, dove sono riportate tutte le ricorrenze che festeggia il mondo. Piena di speranze per creare un post a tema chessò Giornata mondiale dei mangiatori di limoni, vado sulla piattaforma.

Oggi, pare sia la World Pancreatic Cancer day. Ecco diciamo non proprio il genere di articolo che avevo in mente.

Pare, e questa è una gran bella prospettiva per il futuro, che oggi più di 60 organizzazioni provenienti da 27 paesi diversi si riuniranno per portare l’attenzione mediatica sul cancro più duro da sconfiggere con l’obiettivo di confrontarsi su nuove strade per abbattere questa malattia mortale.

Purtroppo da qui a domenica non ci sono eventi leggeri, cito a favor di cronaca:

  • Charles Bonnet Syndrome day
  • National HIV Testing Week 2018
  • World Horse appreciation Day 2018 > io dico che bisognerebbe chiedere al cavallo…

Ma lunedì 19 è il World Toilet Day 2018, allora tenetevi forte perché su questo punto c’è molto da dire!

Mi sento di suggerire un libro, poiché di lettura parliamo anche in mezzo alle facezie, molto triste, ma molto bello che era candidato al Premio Strega di quest’anno si chiama Le Stanze dell’addio, trovate la mia recensione qui.

Intanto qui, è spuntato il sole, proprio adesso. E’ un segno!

 

[amazon_link asins=’8845295559′ template=’ProductCarousel’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’52e90e33-e8e5-11e8-9506-db475215b747′]

3.

La vellutata di ceci è venuta una bomba! Saporita, gustosissima e di perfetta consistenza. Niente male per la seconda vellutata che faccio in vita mia. La prima sabato scorso di zucca, buonissima!

La verità è che in questa città le cucine sono a prova di lillipuziano, io la mia coinquilina abbiamo qualche piatto e una posata a testa per esempio, altro non ci sta. Motivo per cui ogni volta che un piatto riesce va festeggiato. Siamo bravi tutti (che poi non è vero) a cucinare in in 20 mq di spazio ma in 4?

Stamattina ho pubblicato la recensione di Un incantevole aprile , un libro davvero primaverile che porta un po’ di sole nell’autunno che c’è fuori. Al termine del romanzo avevo voglia di fiori sul balcone, ma considerando il mio pollice nero, forse meglio rimandare a stagioni più promettenti.
Gli unici prodotti che crescono nei mei vasi sono quelli spontanei, erbacce tante, e un pomodoro che sta lì manifestando la sua voglia di maturare a discapito di novembre.

Qualche mese fa mangiai un pomodoro sul balcone e voilà è cresciuta una pianta. Ovviamente ha fato tutto da sola, se ci avessi messo del mio sarebbe terra bruciata da quel dì.

Ad ogni modo oggi è mercoledì, e siamo già più vicini a venerdì di quanto non lo fossimo ieri. Questo è un altro ottimo motivo per essere sorridenti. E poi è il 14 novembre, vuol dire che tra qualche giorno arriva lo stipendio!

D’altronde se dovessi vivere dei frutti della terra, con le mie pessime qualità contadine sarei già morta di fame!

[amazon_link asins=’8893251507′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’b8a04fca-eb13-11e8-a0c5-13980e51e652′]

2.

Oggi ho fatto la mia prima lezione singola di spagnolo, un piccolo passo per l’umanità ma un grande passo per l’uomo, va bè dai per me.
La profesora, rigorosamente con una “s”, si chiama Gemma, con due “m” e sembra un bel mix di quarantenne hippy, fiesta, Barcellona.
Per introdurre l’argomento qualità / difetti mi ha fatto leggere un dialogo in cui una ragazza si innamora contemporaneamente di un ingegnere e di un creativo.

Mi sono sentita molto Snoopy quando traduce i messaggi di Woodstock.

Snoopy-docet

 

Ora non mi rimane che fare i compiti assegnati e imparare a pronunciare la “Jota”, il più è fatto.

Per il resto la giornata mi regalerà ancora una lezione di yoga, stasera gravity, non mi è ancora chiaro se il nome sia dato dalla gravità con cui si cade rovinosamente al suolo cercando di rimanere in equilibrio precario sulla punta delle mani oppure dalla congiunzione astrale che ti dovrebbe connettere con l’universo.

E poi dare una risposta sensata all’onnipresente domanda delle ore 20:00, che si mangia per cena?

Ho pensato di lanciarmi sulla vellutata di ceci. Voi?

 

[amazon_link asins=’8893670836′ template=’ProductLink’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’4a0d6139-e754-11e8-9cae-2b3b39cd0454′]

1.

Oggi è lunedì 12 novembre 2018. Fa freddo, a dire la verità in casa mia fa freddo. Fuori no.
Vivo in una casa gelata con fessure nelle finestre larghe quanto una mano e vetri sottili quanto un foglietto.
E’ novembre, siamo a Barcellona e io ho freddo.

Forse anche per questo faccio ginnastica mentale, per scaldarmi le meningi. E così prima ancora di verificare se questa proposta porterà da qualche parte mi lancio nel tentativo di rinnovare e tenere in vita questo blog con 1 post al giorno.

I più smart, oggi se non sei smart non sei nessuno, si saranno resi conto che i giorni dell’anno sono 365 ma nel mio titolo ne ho tolti 5. Dai, siamo onesti, non sono così perseverante da scrivere davvero tutti i giorni.

La scorsa settimana sotto 8 strati di piumone ho visto un film, che è anche un libro, dal titolo Julie & Julia è la storia, vera, di una ragazza degli anni 2000 che apre un blog con l’interno di riproporre in 1 anno tutte le ricette di Julia Child, probabilmente la cuoca più famosa che l’America abbia avuto, o meglio colei che ha insegnato agli americani la cucina francese.

E così mi sono detta, infondo perché non provare ho un sacco di amiche che si chiamano Giulia, che sia di buon auspicio!

[amazon_link asins=’8817054720′ template=’ProductAd’ store=’Default Marketplace’ marketplace=’IT’ link_id=’7ebb6145-e71c-11e8-9132-67afd7edb4ca’]