Prosegue la mia lettura dei libri candidati al Premio Strega. Ragazzo italiano, viene definito un libro di formazione.

La storia, divisa in due parti, in effetti non poteva avere un titolo diverso.
La parte una: “il bambino”, e la seconda “il ragazzo. Racconta le vicende di Ninni, un bambino nato sul finire della Guerra.

La storia del ragazzo italiano

La mamma emiliana e il padre lombardo, vivono i primi anni della vita di Ninni tra Zangrate e Querciano, la residenza della nonna materna, tra stanze e giardini, in quella che viene chiamata “il Vaticano”. Non una reggia, piuttosto un casale circondato da campi con alcuni possedimenti di proprietà della famiglia.

Ninni: gracile, timido, tartaglia persino. La nonna sempre dalla sua parte, ne prende le difese, ne assume l’educazione pre scolare e vive con fervore le fasi dell’esame di ammissione alla scuola media. Il padre, uomo burbero e poco incline all’affetto, non ha un vero rapporto con il figlio che considera anche un po’ ritardato a causa del suo scarssissimo senso pratico e della sua propensione alla lettura piuttosto che ai giochi manuali.
La mamma nel mezzo, in bilico in un equilibrio tra il protettivo e l’incerto.

Dopo i primi due anni delle scuole elementari, la famiglia sulla scia di un cambiamento economico che sta invadendo l’Italia, si trasferisce a Milano.
Un nuovo inizio per Ninni, da sempre schivo e timido, si innamora di Milano, dei suoi monumenti, della sua scuola dove l’educazione non è più a vantaggio di pochi eletti come in paese, le classi sociali non contatto, conta il rendimento.

L’estate è sempre emiliana nella residenza materna, dove Ninni si avvicina per la prima volta al mondo della letteratura e scopre un Universo solo in attesa di essere svelato. I libri, gli autori e la consapevolezza che qualcosa sta cambiando. Sta crescendo.

La seconda parte

Ninni non è più Ninni. Da un certo punto in poi, il padre vieta alla famiglia di continuare a chiamare il figlio così. Non è nome che si possa presentare nel mondo del lavoro. E’ un nome da contadini, non da cittadini di Milano. Ninni diventa Piero, per tutti. Anche per se stesso, con una consapevolezza tutta nuova. Quella che si può crescere in contrasto con i genitori, ma cresce anche il proprio Io, la propria passione per il mondo e per quello che uno decide di essere. Da qui le scuole medie ormai al culmine e l’ingresso al ginnasio e al liceo classico in uno degli istituti più rinomati di Milano.

Piero, è il migliore della classe, non se ne vergogna. Ma non trova il suo posto. In mezzo a gioventù e movimenti che si creano in continuazione fa fatica a trovare la sua collocazione. Non sente la necessità del rito dell’aperitivo, nel desiderio di apparire dei suoi coetanei, di essere diversi.
Alla fine però capisce, che crescere è anche questo. Adattarsi, cambiare.

Una storia italiana

Il libro rappresenta il panorama italiano del dopo Guerra, due mondi apparentemente distinti spettatori del cambiamento che ha invaso l’Italia intera.

Da un lato, la nonna, antica possidente delle terre emiliane, in una terra rossa ormai in rivolta, dove non esistono più i mezzadri. Ora vogliono essere coltivatori diretti. Dove si fa di tutto per smarcarsi dalla realtà contadina.
E dove gli anziani sanno, che quello non è e non sarà mai più il mondo che loro hanno conosciuto.

Dall’altra parte Milano, la meta dell’immigrazione per eccellenza, dove la gente è disposta a vivere in baracche e tentare una rapida scalata sociale pur di arrivare a possedere un appartamento. Milano dove la gente si sposta in tram da un capo all’altro e dove poi le auto qualche decennio dopo intasano il traffico dei mezzi pubblici.
La vita cambia alla velocità supersonica del boom economico: una casa di proprietà, una nuova ricchezza, il possesso di una televisione in casa, di un auto con cui andare in gita alla domenica, con il risultato che si tornava più stanchi di prima sì, ma con la propria auto. L’arrivo degli elettrodomestici a portata di tuti, l’abbandono delle botteghe in favore dei negozi.

E’ un mondo che cambia in fretta, non senza un po’ di nostalgia.

Premio Strega

Insieme a Il Colibrì di Veronesi e la misura del tempo di Carofiglio, anche Ragazzo Italiano di Ferrari concorrerà al Premio Strega 2020.
Ferrai a lungo è stato il numero di uno di Mondadori, ma il libro esce con Feltrinelli e segna anche il ritorno dalla casa editrice al Premio.
Staremo a vedere, io intanto stilo la mia lista.

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