guerra

Dove sento il cuore, è un romanzo ambientato durante il periodo della II Guerra Mondiale.
Più precisamente nei pressi di Como, in un’Italia invasa dai nazisti dopo l‘Armistizio del 1943.

La storia è narrata da Eva, all’epoca dei fatti una dei tanti bambini orfanelli che trovano rifugio nella parrocchia locale gestita da Don Gustavo, e oggi una donna ormai anziana che racconta la sua vicenda.

La trama

Vittoria è una donna molto bella, figlia di panettieri di paese, che vogliono per la ragazza un futuro radioso e migliore del loro. Magari sposata a qualche gerarca fascista, per garantirsi una vita di lusso o almeno più agiata della loro.
Ma si sa, che solitamente i sogni dei genitori non corrispondono ai desideri della prole.

Vittoria non fa eccezione, perchè a discapito dei precetti impartiti, si innamora di Bruno, il partigiano Neve, scappato sulle montagne per difendere la patria dai nazisti.

Eva, invece, la voce narrante, è una bambini da 5 anni che abita, insieme agli altri orfanelli di guerra nella canonica di Don Gustavo, il prete del paese.
E’ una bambina molto sola, che a differenza degli altri, non ha mai conosciuto i suoi genitori e che abitualmente, stanca di giocare con le bambole in parrocchia, scappa per i boschi.

E’ proprio tra gli alberi che farà la conoscenza di Bruno, che l’accudirà nel suo rifugio partigiano per poi riconsegnarla nella mani del buon pastore di Dio.

Quella bambina ha qualcosa di speciale: se ne accorge Bruno, se ne accorge Vittoria. Un segreto, che verrà svelato durante la narrazione e che intreccia le vite di altri personaggi.

La guerra mondiale impazza, si combatte in montagna, si lanciano bombe, i disertori e gli ebrei vengono fucilati. Nel paese di Vittoria il clima è quello di tutta la Penisola.
Unica eccezione alla regola, l’Ufficiale Unterbeiden, nazista più per forza che per convinzione è un nazista sui generis, in grado di provare sentimenti e umanità.

La conclusione del conflitto

La guerra dà e la guerra toglie, l’abbiamo appreso in Guareschi, in Ken Follett e in tante altre narrazioni dedicate alla Seconda Guerra Mondiale.
Questa è una storia di sopravvivenza, di amore e accoglienza, come immagino i nostri paesi possano testimoniare da nord a sud.
Perchè la guerra, come in questo caso, alle volte regala una seconda possibilità.
Storie di coraggio e di fiducia, che fanno bene.

Ringrazio l’autore per avermi chiesto di recensire questo libro e gli auguro di aver voglia di viaggiare alla ricerca di altre storie come quella di Eva, Bruno e Vittoria da raccontare al pubblico.

 

 

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