Carofiglio

Fresco fresco di uscita in libreria (Mondadori, 19 gennaio 2021), il nuovo giallo di Carofiglio, La disciplina di Penelope, non poteva che essere tra le mie prime scelte dell’anno.

La trama

Non è l’avvocato Guerrieri il protagonista di questo giallo, ma l’ex pubblico ministero Penelope Spada, che per un misterioso incidente, a cui si fa solo riferimento senza entrare mai nel dettaglio, è stata allontanata dalla professione.

Nei tratti Carofiglio, disegna una donna con un carattere forte almeno quanto il fisico: allenata, tonica, intuitiva. Eppure fumatrice accanita e seguace dell’alcool con cui macchia persino il primo caffè delle mattina.
Insomma dopo le prime pagine si intuisce che Penelope è una in gamba, sa il fatto suo ma un drammatico incidente sul lavoro ne ha incasinato la vita in maniera definitiva.

Ecco però che arriva l’occasione di riscatto.
Un uomo la ingaggia per scoprire l’assassino della moglie, ammazzata più di un anno fa e abbandonata cadavere nella periferia di Milano.
La polizia dopo mesi di indagini ha archiviato il caso per mancanza di prove.

Penelope è reticente, eppure sente una ritrovata euforia che cresce con le indagini di cui lei stessa è artefice.

Un giallo ben architettato, scorrevole e più breve del solito (appena 140 pagine), con un finale a sorpresa, figlio dei tempi che stiamo vivendo.

I personaggi di Carofiglio

Io amo i personaggi di Carofiglio: forti, con personalità, segnati dal tempo, ma pieni di umanità.
In questo caso la protagonista è donna, ma il profilo estetico è talmente poco nitido che potrebbe essere qualunque cosa. E credo che sia voluto.
Infondo la parte migliore dei libri è il lavoro di fantasia.

Non so se Penelope sia una prova letteraria che darà adito ad altri seguiti, ma dovrebbe perchè di lei sappiamo ancora così poco che varrebbe la pena indagare un po’ di più!

 

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