Divino amore

Il Divino amore è l’ultimo libro di Stefania Bertola: esilarante, divertente e senza filtri, indaga tutte le molteplici sfaccettature dell’amore attraverso le storie che ruotano attorno all’agenzia di wedding planner Il Palazzo degli Sposi ormai prossimo al fallimento.

La storia del Divino Amore

Lucia è la proprietaria del Palazzo degli Sposi, un edificio a stucchi rosa, drappi pastello e tutto l’occorrente per lanciare chiari segnali che quello è un luogo dove si organizzano matrimoni.

Il Palazzo degli Sposi è un nido di piume di marabù in cui la donna entra fidanzata ed esce moglie, senza mai dover affrontare un solo problema, una sola grana, un solo ostacolo, perché Lucia e il suo staff li rimuovono con l’efficienza di un comando del Mossad.

L’agenzia di wedding planner, ricevuta in regalo dall’ex fidanzato/calciatore/playboy Tony Cosenza, è stata per anni sulla cresta dell’onda ma il business importato dall’America dei matrimoni a tema e la crescente competizione sul mercato rischiano di far finire sul lastrico l’impresa di Lucia e la carriera delle sue fide collaboratrici: Gemma, Stella e Carolina.
Come fare per salvare capre e cavoli?
Lucia, donna dalle mille risorse, una risposta ce l’ha. Ma è un reato. Per la precisione un ricatto.
Il clan femminile al completo, nemmeno troppo spaventato all’idea di andare contro la legge, si schiera dalla parte di Lucia.
Madri di giovani spose in tutù extra large, organizzazioni di matrimonio a tema Presa della Bastiglia, Medioevo, Rivoluzione francese e Risorgimento fanno da sfondo ad un esilarante racconto in cui si inseriscono le storie personali delle protagoniste, ciascuna alla ricerca in un modo o nell’altro del suo Divino Amore.

Che dire?

Indubbiamente un libro da donne, che si rivolge al pubblico femminile, in questo periodo ne ho letti altri e con sommo gusto.
Divertente e leggero è quello che ci vuole quando ci si vuole svagare un po’ e lasciare i pensieri dietro alla porta.
Alle mie colleghe del mondo degli eventi lo consiglio vivamente.
Quante cose in comune abbiamo con Gemma, Stella, Carolina e Lucia?

– Si, ma dove ce l’abbiamo noi il maestro coreano?
– Alle Porte del Siam. E’ il genero di Park. Fa dei video veramente esagerati.
– Ma è un cuoco. Non un fotografo!
– Com’è che diceva, quella? Che un nome è soltato un nome e la rosa profumerebbe anche se si chiamasse afrusc? Ecco. Vale anche per il fotografo.

Io, che sono stata addestrata, questa è la parola giusta, da una persona che diceva << Noi agli eventi, se c’è bisogno puliamo anche i bagni>> non posso che apprezzare questo volume che ho letto tutto d’un fiato!

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