Questo è libro da donne, scritto da una donna che parla di donne.

A Madrid, nel cuore del quartiere Las Letras esiste da sempre un negozio di fiori. O almeno tutti ne sono convinti.
Una piccola oasi di pace che porta il nome di “ Il Giardino dell’angelo”, che la sua proprietari Olivia protegge e cura personalmente.
Il Giardino non è solo un luogo, è uno spazio in cui si incrociano le vite di cinque protagoniste ognuna alle prese con la sua vita e con il periodo della crisalide: il momento della trasformazione da bozzolo a farfalla.
Ciascuna alla ricerca della propria autonomia.

Le protagoniste

Marina: lavora nel negozio di fiori, ma se le chiedete come ha fatto ad ottenere il posto non vi saprà rispondere. Olivia l’ha guardata, ha capito il suo smarrimento e l’ha assunta. Lei è quella che raccoglie i fiori per una persona che non c’è più.

Victoria: compra i fiori per il suo amante, dialogando con lui attraverso il linguaggio delle piante.

Cassandra: compra i fiori per se stessa o meglio se li spedisce in ufficio per far credere al mondo che anche lei ha una vita e un corteggiatore.

Gala: compra composizioni per il suo show-room di moda. Lei, esperta del gusto e del piacere.

Olivia: la proprietaria del negozio, la saggezza fatta a donna. Misteriosa, esperta.

Aurora: compra fiori per dipingerli inventando qualità botaniche inesistenti. È l’incarnazione di una crocerossina alla ricerca delle anime da salvare a discapito della sua indipendenza.

Quel che ne esce

Da questo bouquet al quanto articolato ne esce un libro girl power al 100%, anche troppo.
Con un ritratto del genere maschile disintegrato, debole e approfittatore.
Un libro non troppo lento ma che certamente non è la quinta essenza della rapidità, a tratti eccessivamente lungo e banale.

Non credo, che per essere donne e affermare la propria autonomia occorra distruggere l’altro sesso.
Ci sono molti modi per scrivere un libro parlando di emancipazione in rosa, raccontando la storia di donne straordinarie, o vicende magari meno note, penso al bellissimo romanzo Fiore di Roccia, che ci parla del ruolo indispensabile delle donne nella 1° guerra mondiale.
Anche perchè rilegare l’emancipazione femminile all’indipendenza maschile mi sembra un modo fin troppo scontato di sminuirci da cui sarebbe bello smarcarsi una volta per tutte.

 

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