58.

E’ parecchio che ho abbandonato il “campo” non perchè non avessi voglia di scrivere, quanto piuttosto perchè mi sembrava di non avere niente da dire.
E se uno non ha nulla da scrivere invece di andare a raccontare “la fava dell’orso” meglio tacere.

Dal mio articolo 57 sono passati 2 mesi, probabilmente i più intensi di sempre: 1 addio al nubilato, 1 cocktail, 1 matrimonio, 1 viaggio di nozze e 1 ritorno alla normalità.
Sono tanti 1 che sommati tutti insieme rendono abbastanza bene l’idea di quanto possa essere giustificata la mia assenza dagli scritti.

Ma eccomi qui ancora una volta.
Ho scelto questa grafica con le palle da rugby: sfondamento, placcaggio, tenacia e meta. Riassumeva abbastanza bene la mia idea di rientro con il botto.

Mi ricordo che una volta avevo letto da qualche parte che quando un personaggio usciva dalla scena, se voleva rientrarci doveva valerne la pena. Diversamente poteva mantenersi nella retrovia che nessuno avrebbe sentito la sua mancanza sul campo di battaglia.

Ebbene, il primo passo per tornare è essere presenti. Già questo mi sembra un inizio.

 

 

 

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