Almarina (link Amazon) è il nuovo libro di Valeria Parrella, ed è tra i sei finalisti al Premio Strega 2020 insieme a La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (link Amazon), il Colibrì di Sandro Veronesi (link Amazon), Ragazzo Italiano di Gian Arturo Ferrari (link Amazon), Febbre di Jonathan Bazzi (link Amazon) e Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (link Amazon).

 

La trama di Almarina

Nisida è un carcere sull’acqua nel Napoletano. Non una prigione, una casa di detenzione per minori, che vengono inviati qui nella speranza di trovare una seconda possibilità, una redenzione o almeno un tentativo di non reiterare i propri reati.
Qualcuno ce la fa, molti una volta usciti rientrano nei circoli viziosi originali e ritornano dentro dopo pochi mesi, qualcuno sconta parte della pena qui e poi viene trasferito in una prigione per maggiorenni dalla quale uscirà forse dopo anni.

Vederli andare via è la cosa più difficile, perché: dove andranno. Sono ancora così piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui.

Elisabetta Maiorano ha cinquant’anni è vedova e insegna matematica ai giovani detenuti di Nisida. Un giorno arriva una nuova allieva è Almarina. Una ragazza di sedici anni romena, tante le violenze ricevute che hanno lasciato un segno visibile nel corpo e invisibile nel profondo.
Qualche piccolo reato di furto alle spalle e la detenzione nella casa circondariale.
Almarina però è molto di più: è il meccanismo che innesca un cambiamento, è una possibilità, è una luce nuova, un punto di partenza.

I ricordi restano sempre dove li abbiamo lasciati: noi ci alziamo, andiamo, richiamati a tavola dalle madri, e i ricordi restano sugli scalini. Almarina non aveva ricordi così ed era stata vestita di carta, ma possedeva la luce del futuro negli occhi: e il futuro comincia adesso.

Il romanzo

Almarina è un romanzo veloce e intenso, potente che racchiude in sé una grande lezione d’amore estesa agli ultimi, ai dimenticati a quelli che non vediamo. Ma è anche un grande esempio di tenacia, forza d’animo, espiazione e rinascita.
Si legge in fretta, poco più di 120 pagine, una scrittura coinvolgente a tratti un po’ flusso di coscienza ma non si corre il rischio di perdere il filo.

Per potenza e contenuto merita senza dubbio l’inserimento tra i finalisti al Premio Strega. Non ci rimane che attendere il 2 luglio per scoprire chi sarà il vincitore di questa edizione, la competizione è quanto mai agguerrita!

 

 

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