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54.

fotoHo rubato questa foto online da un post di un negozio che vende abbigliamento sportivo, penso che a sua volta lui l’abbia rubata a qualcuno che l’ha rubata a qualcun altro che l’ha caricata su una banca dati.

Ad ogni modo sono rimasta rapita dall’immagine, non so se perché vorrei essere quel soggetto che si vede dietro la foto sfocato a piedi scalzi immerso nella natura o perché mi ricorda tanta strada in montagna, con quei fiori gialli che crescono a bizzeffe e quelli rosa, che se togli i petali e succhi sanno di zucchero.

Non consiglio di provarci perché come per la storia della foto, quella del petalo potrebbe essere il classico esempio di “un mio amico mi ha detto, che un suo amico gli ha detto, che il padre gli ha spiegato…”

Ad ogni modo oggi vorrei essere lì con i piedi a mollo nell’acqua ghiacciata dopo un cammino immerso nella natura e invece ho appena rotto due scatole di tonno e ovviamente non posseggo un apriscatole. Non ancora. Avevo pensato di provare con un coltello, poi mi sono detta che anche questa poteva essere la classica situazione in cui non sai bene come ma ad un certo punto ti trovi al pronto soccorso con una falange in meno o un taglio che attraversa tutta la linea della vita sul palmo della mano.

Quindi per evitare di arrivare al matrimonio senza dito in cui inserire la fede ho deciso, che oggi niente tonno, insalata verde insipida andrà benissimo!

 

53.

Tra i miei propositi di quest’anno a cui non sto assolutamente tenendo fede, c’è anche la meditazione. Uno degli ultimi libri che ho letto è Silenzio di Kagge, speravo che in qualche modo mi fornisse una risposta rispetto ad una domanda che mi faccio sempre quando vedo la gente ad occhi chiusi che medita: a cosa pensa?

Ovviamente, neanche a dirlo, il libro parlava della difficoltà dell’uomo a stare da solo con se stesso. Anzi, cosa che a me succede in continuazione, l’incapacità di controllare i pensieri quando ci si trova a tu per tu con il proprio io. Che giro di parole?!

A me capita sempre. Quando chiudo gli occhi è che come se contestualmente aprissero i rubinetti del cervello e vengo inondata da talmente tanti impulsi e domande che trovare la pace mi sembra impossibile. Per questo mi attira così tanto la meditazione, credo. Perchè ci deve essere senza dubbio qualcosa che gli altri capiscono e che a me sfugge su dove incanalare questi stimoli interni. Oppure sono tutti molto bravi a sembrare concentrati mentre pensano a cosa cucinare per cena.

E’ chiaro che per quanto io la stia sottovalutando, la meditazione è una pratica che va allenata come qualunque altra disciplina e che ci va tempo e dedizione per farla in maniera corretta e producente. Non basta ovviamente mettersi a gambe incrociate e occhi chiusi per meditare, sarebbe come dire che per dormire basta mettersi sdraiati e palpebre serrate. Chiedetelo agli insonni.

Qualche anno fa, un giovanissimo frate domenicano mi aveva raccontato che il suo noviziato era consistito nello stare in silenzio per mesi. Erano concessi pochissimi strappi alle regole, la domenica 1 ora e in occasione del pranzo. Il suo racconto a posteriori era di vera gratitudine nei confronti di quell’esperienza, pur non negando che all’inizio aveva fatto fatica ad abituarsi al silenzio, una volta assunta la pratica era irrinunciabile e che anzi avrebbe voluto avere molto più tempo da dedicargli.

Non so. e’ assurdo dirlo ma il pensiero più vicino che ho alla meditazione è la fatica estrema. Credo mi sia capitato in poche circostanze di fare una fatica sovrumana, ma me le ricordo tutte, e la sensazione più nidiata che ho, forse per puro spirito di sopravvivenza è che la mia testa si sia staccata da quello che stava facendo per vagare altrove e mandare il corpo avanti meccanicamente.

Che sia così? Vorrei leggere qualcosa sull’argomento, suggerimenti? Consigli?
Intanto io davvero vado a pensare a cosa cucinare per cena.

52.

Mangiare secondo natura, molte volte è una moda credo. C’è il periodo della dieta al limone, quella delle sole verdure verdi e altri immaginifici percorsi alimentari dai risultati, dicono, miracolosi.

Ieri sera avevo voglia di mangiare del cibo crudo, complice sicuramente la necessità di entrare nel vestito da sposa tra 2 mesi, non posso tendere troppo la mano ai tanto soddisfacenti carboidrati e ho letto che masticare aiuta a far passare la fame.
Così mi sono detta che ruminare vegetali poteva essere una buona soluzione. Ho preparato una signora cena di cui allego un’immagine esaustiva:natura

trovo che, in maniera diversa da come cantava De Andrè, “più che l’amor potè il digiuno”, qui più che il gusto è il colore che rende tutto più appetibile.

Ad ogni modo in questo mix di vegetali: carote, peperoni, ravanelli, asparagi, fave la cosa che mi ha sorpreso di più è l’acqua di asparago.

Ovviamente non l’avevo mai bevuta prima ma ho letto, che bere l’acqua di cottura degli asparagi avrebbe dei poteri depurativi molto potenti.

Ho creduto che potesse valere la pena fare un tentativo. Bè mi è piaciuta moltissimo! Rispetto ai poter depurativi non ne ho la più pallida idea, l’antipatico effetto collaterale della “pipì che puzza” è assolutamente mantenuto, altro non so dirvi. Ma crediamo al celeberrimo “puliti dentro e belli fuori”, anche se ho preso sonno molto tardi e mi sono svegliata 5 minuti prima di iniziare a lavorare, quindi sul “belli fuori” oggi avrei qualcosa da ridire.

Tornado alla natura per un momento, penso che non ci sia giorno migliore di mangiare cruditè se non il primo giorno di primavera. Tutto è così potente, che mangiare una bistecca o una pasta al pomodoro sembra un insulto al creato. Credo che lo sappiano bene i verdurieri, o almeno quello sotto casa mia sicuramente, che vende i kiwi a 6 € al kg!

Diciamo, che oggi è il giorno delle frasi fatte: se bella vuoi apparire, un po’ devi soffrire… economicamente sicuramente!

 

51.

Bene. Tra un mese e pochi giorni inizierà l’ottava e ultima stagione di Game of Thrones.
Parliamoci chiaro è quello che tutti stiamo aspettando da un anno e mezzo. La conclusione finale  di una delle serie televisive più fortunate, più attese e con più suspance che la tv abbia mai sfornato.

Sono giorni di ripasso generale questi: vanno a ruba i riepiloghi su YouTube delle ultime 7 stagioni in 10 minuti o il ripasso di tutte le puntate fino ad oggi, i pronostici peggio degli exit poll di chi sarà il famoso erede al trono di spade o anche solo chi sarà il prossimo cadavere.

Insomma c’è trepidazione nell’aria per questo 14 aprile, giorno in cui in America verrà trasmesso il primo episodio per poi essere piratamente scaricato da tutto il mondo poche ore più tardi. Non si può aspettare più di un giorno per vedere lo show, altrimenti lo spoiler è assicurato e il divertimento sfumato.

Due anni fa, in agosto stavo tornado da Barcellona a Genova in bus, e durante le vacanze non ero riuscita a vedere gli ultimi due episodi che mi stavo comodamente godendo lungo un interminabile tragitto notturno. Alla fine del viaggio avevo permesso a mezzo autobus di scaricare gli episodi tramite chiavetta e all’altra metà imprestato il computer perchè potesse godersi lo spettacolo.

Insomma Game of Thrones unisce. Come la pasta, meno calorico.

 

50.

Ho iniziato un libro in spagnolo. Un altro. Si chiama Salvaje. E’ tratto dal film Wild, interpretato da Reese Witherspoon che ho visto qualche anno fa.

E’ la storia di una ragazza che dopo diverse vicissitudini personali, decide di partire per un viaggio a piedi di 2000 km. Ho letto 30 pagine, al momento è tristissimo.
Un po’ un contro senso in queste giornate di anticipo di primavera, sole, caldo, uscite senza giacca e gatti che dormono sulla poltrona.

Dovrebbe esserci un libro personalizzato per ogni momento climatico. Un po’ come con le canzoni.

Avevo in mente di fare un post dedicato allo shopping, ma come al solito divago, divago…