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44.

Come i gatti.

Ho finalmente portato a compimento la recensione del libro Dime quién soy di Julia Navarro e mi sento come se avessi fatto una maratona di 200 km: affaticata e soddisfatta. E come ogni corsa che si rispetti al traguardo non senti la fatica e guardi già al prossimo obiettivo.
Io e i cactus stiamo ispezionando la rete alla ricerca dell’ispirazione giusta per il prossimo “acquista con un click”.

Credo che farò un’eccezione e leggerò un paio di libri cartacei che alloggiano sulla mia mensola.
Intanto il mondo dell’editoria continua a sfornare testi che mi solleticano l’appetito che chissà quando riuscirò a leggere, ma non disperiamo, può essere che da qui a qualche mese abbia molto tempo libero.

Avrei voglia di buttarmi su un classico, forse un autore americano, di quelli che vengono sempre citati nei film per dare enfasi alla scena: Lawrence, Virginia Woolf, Eliot, Conrad, uno di quei tomi da spuntare nella lista mentale delle cose da leggere almeno una volta nella vita.

Però certo i titoli non è che mi facciano gola più di tanto:

  • Figli ed amanti
  • L’amante di Lady Chatterley
  • Donne innamorate
  • La ragazza perduta
  • Il serpente spiumato
  • Via dalla pazza folla
  • La terra desolata

Va bè dai, facciamo che ci penso un attimo.

 

 

 

La mia latitanza deriva essenzialmente dal fatto che mi sono ostinata a finire il libro in spagnolo Dime quei soy di Jullia Navarro, la verità è che non mi immaginavo che fosse così lungo.

Avevo letto che erano 1000+ pagine e per essere il primo libro che leggo in lingua originale, diciamo che forse i Tre Porcellini potevano bastare, invece no. Mi sono detta che ne valeva la pena, e adesso sono al 66% e non riesco a leggere nient’altro. Motivo per cui la sezione recensione è ferma ai primi giorni di gennaio.

Ma sono ostinata e concluderò questa impresa iberica di lettura. Che comunque sono felice di aver intrapreso perché il libro è molto bello. Gli amanti dello spionaggio, della Guerra Civile e Mondiale lo troveranno sicuramente di grande interesse.

La mia prof di spagnolo, mi ha suggerito di leggere, dopo questo, La cattedrale del mare, ma sono altre 1000 pagine e mi sono convinta che forse posso aspettare un attimo prima di immergermi nuovamente in un tomo.

Se è vero al 100% che le donne a differenza del genere maschile sono multitasking, devo ammettere che con la lettura ho delle difficoltà a far confluire nello stesso periodo più libri. Mi piace che ogni storia dica la sua con i suoi tempi senza avere il fiato sul collo che ne so di Cesare Pavese, per dirne uno, La Luna e i falò possono aspettare.

Il consiglio per porre fine alla latitanza di cui sopra, è terminare quanto prima e poi ovviamente aprire in un’altra avventura, più breve forse, giusto il tempo di una pausa?

 

42.

La nostra ricerca di casa continua. Al momento dal vivo ne abbiamo viste circa 12. Online almeno 200.
Posso affermare senza ombra di dubbio che cercare casa è un lavoro a tutti gli effetti.

Sarà che a Barcellona la domanda è altissima e la quantità di brutture altrettanto ma trovare l’appartamento non dico perfetto, ma almeno adeguato è tutt’altro che un gioco da ragazzi, come ingenuamente pensavo io.
L’altro giorno siamo andati a vedere una casa che in 85 mq è riuscita a far stare 4 camere da letto, 1 cucina, 2 bagni e 1 sala.

A questo punto la mia testa ha escogitato 3 diverse risposte rispetto agli abitanti locali:

  1. non dormono
  2. sono dei lillipuziani
  3. dormono in piedi

Siccome, almeno la media delle persone che incontro è più alta di me e ci vuol poco, l’unica soluzione plausibile è che questi iberici dormano in posizione eretta.

Ci sono poi altre stravaganze a cui faccio fatica ad abituarmi:

le cucine sono minuscole e per minuscole intendo dire che quando va bene hanno due piani d’appoggio uno parallelo all’altro e un corridoio in mezzo formato taglia 42. Il fatto è che poi le sale sono per la maggior parte rettangolari lunghe e strette quindi è difficile incastrare un tavolo da pranzo, una tv, un divano, chennesò, cose che generalmente stanno in una sala.

Quindi ancora una volta mi trovo a rispondermi che oltre a dormire, i barcellonesi mangiano anche in piedi, perché la verità è che un tavolo di una misura superiore a 2 persone in sala non ci sta, e non credete di poter allora prendere una delle 4 camere da letto e trasformala in una sala da pranzo, perché in 2×2 un tavolo da 6 ci sta, ma i commensali una volta incastrati non si possono più muovere.
Dio benedica i buffet dunque!

Devo dire, che forse gioca a nostro sfavore l’occhio clinico tutte queste case vuote sembrano piccole e poi magicamente, convinciamoci che sia così, come in una valigia di Mary Poppins ogni cosa troverà la sua posizione.

Oppure…occorrerà considerare l’ipotesi di acquistare dei costosi sarcofagi da appoggiare al muro.

 

 


41.

Che giornate!! Venerdì cena a due con tanto di fiori in un posto meraviglioso e buonissimo e dopo udite, udite, siamo andati a vedere il Ritorno di Mary Poppins, simpatico, delicato, assolutamente consigliato a tutti gli amanti del genere e a chi abbia voglia di fare un tuffo nel passato tra le favole sempre verdi.
Sabato ho ricevuto un cappello a forma di torta con tanto di scritto Feliz Cumpleaños assolutamente inaspettato e ho espresso il famoso desiderio soffiando su 3 candeline posizionate su una fetta di pane.
Domenica una festa a sorpresa, una festa a sorpresa, lo ridico, una festa a sorpresa!
Ho ricevuto in dono un cerchietto con altre candeline, e soprattutto un sacco di gadget riscaldanti: coperta, calzettoni da nanna e una tazza che merita una menzione speciale di cui allego una diapositiva:

cactus

è un cactus che si colora quando riceve dell’acqua calda. Mi sono già innamorata e solo per vederlo cambiare colore ho già bevuto 4 tisane, praticamente un 6recensito da bere! Meraviglioso.

Sono stati 3 giorni davvero belli, pieni di attenzioni e sorprese.
Non è un mistero che per chi si trasferisce ci siano delle mancanze, le più disparate: gli amici, gli affetti, il bar sotto casa, la palestra, la strada per andare al lavoro, il paesaggio quando si aprono gli scuri al mattino.

Eppure poi accade, perché succede sempre, che anche “fuori” si stringono legami, che nascono amicizie, si creano piccole famiglie felici forse ancora più forti perché accumunati tutti dalla stessa distanza da casa, dallo stesso “estero”, dagli stessi malumori ma anche dalla stessa voglia di stare insieme.

Sulla scia di questa gratitudine che colora anche il mio cactus, non posso che dare ragione a Robert Lee Frost (vincitore di 4 premi Pulitzer) quando dice:

La casa è quel posto dove, quando ci andate, vi accolgono sempre.

 

 

 

 

40.

Quaranta numero pieno per questo giorno 11 gennaio che è anche poi il mio compleanno.
Gli anni scorsi non avevo mai voglia di festeggiare, non so, il segno del tempo che passa più che gioia mi metteva tristezza. Un altro anno, un altro anno senza granché da dire, senza grandi novità.

Ma quest’anno è diverso e sono felice di aggiungere una candelina sulla mia torta tutto grassi che non dovrei sicuramente mangiare. Soprattutto ho concretato la certezza che vale la pena godersi ogni momento. Vedere gli anni che scorrono è una benedizione per cui ringraziare ogni giorno, perché non tutti possono vantare la stessa fortuna, quindi ben vengano le rughe e i capelli bianchi (sigh!)

Bob Hope, morto centenario, sosteneva che esiste un preciso momento in cui ci si accorge d’essere irrimediabilmente vecchi: è quando le candeline costano più della torta di compleanno.

Ad ogni modo l’unica perplessità che mi rimane da sciogliere rispetto a questo giorno è quello dei desideri.
Fino all’anno scorso esprimevo sempre lo stesso in ogni circostanza: candeline sulla torta, primo frutto dell’anno, stelle cadenti. Quando anche gli astri si sono stancati della mia perseveranza e monotonia hanno fatto si che questo si avverasse così adesso non ho ancora concretamente pensato a niente.
E mi sono già fatta sfuggire più occasioni: il primo mandarino dell’anno, le prime castagne. Per questa sera devo assolutamente rimediare.
Direi che ho l’imbarazzo della scelta ma comunque voglio meditare bene ed essere molto dettagliata: vorrei leggere molto non basta, vorrei trovare un lavoro neanche, metti che poi mi chiamano come addestratrice di volatili per carità non sfidiamo la sorte.

Ad ogni modo ho ancora qualche ora di tempo per affinare la mia scelta.

Il regalo più bello che ho ricevuto è un albero. La mia amica Francesca ha piantato per me un banano che si chiama Bob in Camerun tramite la piattaforma Treedom, un’idea molto bella per aiutare l’ambiente e l’economia dei paesi più poveri.
Bob al momento è un piccolo germoglio ma ci sono mani sapienti a prendersi cura di lui, e presto diventerà un albero con tanto di foglie e frutti! Per fortuna, sopratutto di Bob, lo posso monitorare online e non in loco perché le mie competenze agrarie al riguardo non gli garantirebbero in alcun modo di crescere.
Sono molto fiera del mio dono e non vedo l’ora di vedere le sue prime immagini, potrò poi sempre dire in futuro che per il mio compleanno ho contribuito a creare una foresta.
Il premio nobel si avvicina!
Ecco il mio desiderio… troppo?

39.

Le statistiche, che per me equivalgono più o meno a leggere un libro in urdu, mi suggeriscono di scrivere più recensioni.
A quanto pare dopo la home page, è la sezione più cliccata.

Questo da un lato mi fa un gran piacere perché vuol dire che i miei pochi ma buoni follower hanno voglia di spulciare tra le mie letture per trovare quello che fa al caso loro o anche solo per curiosità.
(Bravi, grazie, continuate a farlo, ditelo a tutti!)
Dall’altro però scava ulteriormente i miei sensi di colpa per un’attività che possono fare solo nei ritagli di tempo.

Mi sento molto come l’orso nell’immagine, che cerca di non far cascare niente di quello che ha in mano, continuando a tenere tutto in rotazione costante senza variare la velocità e cercando di rimanere saldo nel suo equilibrio precario, però sorride felice.

Ho letto che alcuni blogger, di successo, hanno un calendario rigidissimo per le loro pubblicazioni, hanno rubriche con uscite scadenzate il 10 di ogni mese, gli articoli sembrano sempre attualissimi e sono presenti sui social più volte al giorno raccontando cose che non centrano assolutamente niente con il loro sito di riferimento.
Anche io voglio un blogger planner!

A voi che leggete, una magra consolazione, domani e l’11 e oltre ad essere un numero fortunato, come detto qui è anche il giorno della newsletter mensile di 6recensito. Cosa vi racconto questa volta?
Aspettatevi senza dubbio gatti e yoga, per il resto…dovete guardare la vostra casella di posta domani!

Io vado a vedere le statistiche…

 

38.

Quanto vado fiera della nuova cover del sito?! Da uno a 10, almeno 150!

Super ispirata e sulla scia del cambiamento che più che altro mi travolge, mi sono detta che anche il blog, che è un po’ lo specchio del mio umore, meritava una ventata d’aria fresca. E quindi signorine che fanno yoga e gatti innamorati in ogni dove, sfondo gialli e libri, tanti libri da leggere davanti agli occhi!

Oggi ho ricevuto una sorpresa, inaspettata e graditissima, un lego matrimonio! Sí, i classici omino e omina lego vestiti da cerimonia con tanto di vestito nuziale, torta a strati e sfondo per la celebrazione del rito. Meravigliosi. Per i curiosi, rimando alla pagina Instagram qui    che descrive anche visivamente il mio prezioso dono.

La cosa bella, è che è un regalo giunto da lontano, pensato e ricco di affetto! Una di quelle scatole magiche che fanno bene al cuore e risollevano l’umore! #grazieGiulia ci mettiamo un bell’ hashtag che fa sempre la sua figura internazionale.

E ora a nanna, sognando gatti che fanno yoga, libri a cuoricino e ginnastiche postulerali proibitive!

 

37.

Riprendiamo con le vecchie abitudini. Ristabiliamo i ritmi editoriali precedenti, dopo 17 giorni di vacanze anche questo blog ha risentito dei pranzi, delle cene e in generali del tempo dedicato ad altro.
Il 2019 si è aperto con un grande punto interrogativo sulla mia vita lavorativa, così grande da prendere in mano la famosa lista di cui parlavo qui e farsi delle domande serie sul proprio futuro.

Una cosa è certa, se aspettavo uno stimolo a cambiare, mi è arrivano uno scossone talmente significativo che modificarsi è diventata un’imposizione.
Il mondo è pieno di opportunità, e questo è vero, che si chiude una porta e si apre un portone e altrettanto positivo e che a tutto c’è un motivo, completa il terzetto delle frasi fatte.
A questo punto davanti a questo oceano di possibilità, sono un po’ disorientata e certo non posso lasciarmi trasportare dalla corrente.

Faccio appello al mio buon senso,

alla voglia di cambiare e alla speranza di non cadere dalla famosa padella alla ben più ustionante brace. Oggi ho terminato un libro di una giovane autrice, ad un certo punto la protagonista scrive una lettera che segna un punto di svolta nella sua vita e da quel momento in poi inizia per lei un nuovo capitolo. O almeno l’entusiasmo è quello.
Allora ben vengano le epistole, scrivo una lettera a me stessa come monito per imprimere nero su bianco quello che penso in questo momento

Cara te,  
in tutti i sensi, perché in questo momento cara te hai una bella bega per le mani e cara te perché a te ci tengo.
C’è un tempo per cambiare, prendere in mano la vita e far di testa propria. E’ questo.
Ben venga quel che non sai e che dovrai imparare, i tuttologi non sono mai richiesti. Che sia ben accetto un cambiamento, quant’aria nuova può entrare dalla finestra?
Che sia propizio il fatto di non saper dove sbattere la testa, come dice la mia amica Giulia, il Buon Dio scrive dritto sulle righe storte. Dietro all’impensabile si può nascondere un’opportunità.
Che finalmente abbia il tempo per capire cosa voglio fare da grande. Non per comodità ma per convinzione.
Che possibilmente mi paghino, gioverebbe al mio umore. Possibilmente tanto, migliorerebbe ulteriormente la mia attitudine positiva alla vita.
Che questo tempo di ricerca non sia un tempo sprecato. Il tempo per sé non è mai buttato.
Coraggio pure!

Ecco!

 

36.

Giorni strani quelli delle feste. Rumorosi, familiari, pensierosi, silenziosi, meditativi, viaggianti.

Per me, quest’anno soprattutto itineranti. In 11 giorni, ho percorso in macchina 2000 km giusti giusti, posso solo vantarmi di aver passato più ore alla guida che seduta a tavola a magiare. Non che questo sia servito a tenermi lontana dal cibo, perché i ritagli di tempo sono passati tra agnolotti, salami, torroni, salmoni, pizze, tartine, maionese, panettoni, non necessariamente in quest’ordine.

Avrei voluto scrivere molto, leggere moltissimo e recuperare il sonno perduto. Ovviamente inutile dire che tutti i miei buoni propositi sono andati in fumo. Ma l’anno è appena cominciato, ho altri 365 giorni per rifarmi.
Il mio libro in spagnolo, neanche a dirlo è lì dormiente dal 21 dicembre, più o meno come il mio idioma, si è assopito prima del cenone e aspetta ancora di ricevere degli stimoli iberici per rinsavire, ma al momento di iberico il mio palato si deve accontentare solo del prosciutto… ultimi giorni italici, godiamoceli!

Gennaio da sempre vuol dire molte cose: oltre ai fallimenti dei propositi vecchi e nuovi, è anche il periodo del rinnovamento, della famosa “lista” delle priorità, del mio compleanno, e del “tutto può succedere”, devo dire che dopo il catastrofico 2018 mi accontenterei anche solo di un “che vada tutto bene”.

Tra le cose che vorrei fare nel nuovo anno me ne vengono in mente di getto 3:

  1. Andare a vedere il ritorno di Mary Poppins
  2. Comprare un vestito verde (perché verde poi?)
  3. Trovare una casa enorme, con un terrazzo e una cucina giganteschi, economica e con il riscaldamento a gas.

Troppo dite?

Mah.. gennaio è il mese 1 occorre partire con alte aspettative! Sarà un anno meraviglioso!